lunedì 31 marzo 2014

domenica 30 marzo 2014

Il nostro sondaggio: ogni quanto incontri problemi di erezione?





Questa settimana nel nostro sondaggio vi abbiamo chiesto ogni quante volte, su 10 tentativi, riscontrate problemi di erezione con la vostra partner. Il risultato - che non ha valore statistico perché si tratta di un campione spontaneo e quindi non rappresentativo - ci dà comunque dei dati interessanti.

Il 77% dei lettori, infatti, riscontra l'incapacità di mantenere l’erezione in almeno il 25% dei casi, il valore che in medicina indica i casi di disfunzione erettile propriamente detta. Il 23%, invece, può tranquillizzarsi: non si tratta di un problema clinico propriamente detto, ma di una semplice défaillance, che può capitare a tutti, ma che non va sottovalutata se dovesse aumentare di frequenza.

Il 54% di voi, però, incontra molte difficoltà, con una casistica che va dalla metà alla totalità dei tentativi ("sempre" per il 15% del campione). Se l'impotenza persiste per oltre tre mesi e non dovuta ad eventi stressanti, farmaci, eccesso di alcolici o malattie già note, è assolutamente necessario consultare l'urologo. In ogni caso, anche in casi saltuari o di minore durata, è sempre un'ottima precauzione parlarne almeno con il proprio medico di base, per avere un parere medico e fugare così ogni dubbio.

venerdì 28 marzo 2014

Famosi e impotenti...E' successo anche a loro


Per il maschio la potenza sessuale è sempre stata segno di grandezza, l'uomo che molto ama è forte, chi ha molte donne è un vero macho, Don Giovanni e Casanova sono i due personaggi per antonomasia che evocano seduzione, ars amatoria e di conseguenza  rispetto. Insomma l'uomo che fa sesso è invincibile, virile e possente.

Un pensiero condiviso in molti ambienti di potere, da quello politico all'intellettuale, dall'entourage aristocratico al circolo degli industriali che ha creato da sempre scandali, cadute di immagine, dimissioni e imbarazzi collettivi.

Negli anni Novanta arriva la rivoluzione: Newsweek mette in copertina il Viagra, la famosa pillolina blu, risolvendo così il  problemino meccanico agli amanti in difficoltà.

Nel secolo passato l'impotenza era una vera beffa del destino. Fiumi di inchiostro hanno dato vita a romanzi sul piccante argomento, film indimenticabili, per non parlare di pettegolezzi sussurrati nei salotti che narravano allegramente e sadicamente di matrimoni in bianco e figli chissà di chi... 

Alcuni esempi famosi? Primo fra tutti il bell'Antonio di Vitaliano Brancati trasformato in film con un giovanissimo Marcello Mastroianni sposato alla infelice e illibata Claudia Cardinale, o il sensuale e conturbante fascino di Paul Newman - nella commedia La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams  affetto da impotenza.

Famose poi le difficoltà e ancor più famose le conseguenze dell'incapacità di Luigi XVI di consumare il matrimonio, sembra ci vollero otto anni prima che lui e Maria Antonietta si decidessero a congiungersi, nel frattempo la regina pare avesse trovato appagamento con qualcun altro ( forse con il bel fratello minore del re, con la sua buona amica, la Principessa di Lamballe o forse successivamente con  Madame Polignac, istitutrice dei bambini)

Spostandoci oltre oceano George Washinton, per consolarsi del suo male, che gli impediva di procreare, si faceva chiamare "Padre della Nazione; nel primo romanzo dello scrittore Ernest Hemingway “ Fiesta (Il sole sorgerà ancora)” il protagonista Jake Barnes divenne impotente a causa di una ferita di guerra.

Avvicinandoci ai giorni nostri poi pare che la la famiglia Hussein - dal padre ai figli - sia una grande consumatrice di Viagra.


mercoledì 26 marzo 2014

Disfunzione erettile, le cause e le conseguenze: parla l'andrologo

Sono oltre tre milioni gli italiani che soffrono di disfunzione erettile: si calcola che circa il 10-15 per cento della popolazione maschile abbia avuto almeno una volta nella vita un problema erettivo. Una percentuale che tende ad aumentare con l’età, fino a colpire un uomo su due sopra i 50 anni, fa notare il dott. Giovanni Beretta, andrologo e urologo. «L’erezione è una risposta complessa che richiede innanzitutto una buona funzionalità dell’apparato endocrino di base – e quindi un quadro ormonale bilanciato, con un tasso di testosterone adeguato nel sangue –, in grado di stimolare il desiderio che mette poi in moto la risposta fisica. Ma contano soprattutto i meccanismi idraulici e neurologici dell’organo di riproduzione maschile: una volta trasmesso un impulso “interessato”, a livello di corpi cavernosi (le strutture che vanno in erezione, ndr) è importante che arrivi e si riesca a mantenere il flusso di sangue. Se in condizioni di “riposo” bastano 10-15 millilitri di sangue al minuto, in erezione ne sono necessari 250-300 millilitri, quindi almeno 15 volte la gittata di base».

Quali possono essere le cause che impediscono l’erezione? 
«Fino a qualche anno fa si pensava che in gran parte fossero di natura psicogena, ma è dimostrato che oltre i cinquant’anni il fattore organico raddoppia la sua incidenza. Se scompensi neurologici o ormonali sono più rari (circa il 5 per cento dei casi) e dovuti soprattutto al basso livello di testosterone inibito da un’alta concentrazione di proattina, a meno che non ci siano stati altri traumi o interventi chirurgici importanti, le problematiche sono soprattutto vascolari e circolatorie».

Quali sono le conseguenze?
«La mancanza di erezione è generalmente un sintomo di altre malattie, una sorta di indicatore del malfunzionamento complessivo del nostro organismo. Magari si tratta solo di una problematica psicologica, originata da ansie e paure che possono essere individuate da uno psicoterapeuta. Oggi però preferiamo non sottovalutare le componenti endocrinologiche, neurologiche e vascolari e un’anamnesi più approfondita ci può fornire informazioni cliniche che ci orientino meglio nella scelta di una cura adatta. Solo successivamente si valuta la gravità della situazione da un punto diagnostico attraverso valutazioni ormonali, il dosaggio di proattina e testosterone nel sangue e la monitorizzazione delle erezioni notturne. In caso non bastasse, si può ricorrere a un’ecocolordoppler dell’arteria peniena dinamica, che misura velocità, accelerazione e flusso ematico all’interno dei corpi cavernosi dilatati, iniettando un farmaco vaso-attivo che determina un’erezione artificiale. Si tratta di un esame semplice da eseguire, non invasivo, solitamente il più indicato dagli specialisti. Altre volte, invece, si richiede un esame neurologico, lo studio dei potenziali evocati sacrali: in questo caso, la cute del pene viene stimolata elettronicamente per valutare il tempo che intercorre tra l’impulso indotto e la risposta della muscolatura».

Chi deve prestare maggiore attenzione ai primi campanelli d’allarme? 
«In generale, la disfunzione erettile non deve mai essere minimizzata negli over50, perché potrebbe essere il preludio di una patologia più seria. Senza dubbio però i soggetti più a rischio sono i diabetici affetti da problematiche vascolari e con un alto livello di colesterolo, dal momento che i vasi periferici sono molto sensibili a queste variazioni. Inoltre, è raro ma è anche possibile che l’aumento di proattina sia dovuto all’assunzione di alcuni tipi di farmaci o da un tumore a livello di ipotalamo e ipofisi».

martedì 25 marzo 2014

Viagra e farmaci per la disfunzione erettile, uso e abuso




Il Viagra e i farmaci contro la disfunzione erettile possono essere un valido aiuto nella soluzione dei problemi di erezione. Non sempre però questi farmaci sono utilizzati in maniera intelligente e nel corretto modo, ovvero sotto prescrizione e sottoponendosi ad un accurato controllo medico.

Allarme "Sextasy"


Sin dal lancio del farmaco, infatti, si è sviluppato un suo uso "ricreativo", e sempre più giovani perfettamente sani, di 20 o 30 anni, abusano di medicinali per la cura dell’impotenza sessuale, assumendoli in concomitanza con droghe come l’ecstasy, in grado di amplificarne l’effetto e la sensazione di euforia.
Il fenomeno si chiama "sextasy" e preoccupa sempre più gli esperti, come denunciato recentemente dagli scienziati della New South Wales University di Sidney. Questo mix farmaceutico è infatti pericolosissimo: mischiare le due sostanze causa la cosiddetta "sindrome da serotonina", ovvero una presenza eccessiva di questo "ormone del benessere" nell'organismo, che  può portare confusione, disorientamento, allucinazioni e tremori. O ancora, in alcuni casi, può causare conseguenze ben più nefaste, come irregolarità del battito cardiaco e persino coma.

Il commercio illegale di Viagra


La diffusione del farmaco tra giovani e adolescenti, che nella stragrande maggioranza dei casi non presentano problemi di erezione, ha un ulteriore risvolto negativo, ovvero quello di alimentare una filiera di approvvigionamento illegale o para-illegale, attraverso l'utilizzo di ricette false o l'incontrollato commercio via internet. In questo secondo caso il rischio è ancora maggiore: nella migliore delle ipotesi si acquista un farmaco inefficace, nella peggiore una vera e propria schifezza, magari dannosa per l'organismo. In entrambi i casi si tratta di pillole di cui si ignora il contenuto reale e la provenienza.

La dipendenza psicologica


Un altro grave rischio legato all'assunzione di farmaci contro le disfunzioni erettili senza il controllo del medico e che i soggetti interessati diventino dipendenti sul piano psi­co­logico da tali sostanze.
Se una persona infatti decide autonomamente di prendere tali medicine, assumendosi la responsabilità della scelta, innesca un meccanismo perverso che lo porterà a credere di aver sempre bisogno di un aiuto chimico per fare sesso. Rischio infinitamente minore quando l'onere di questa scelta ricade sulla figura esperta del medico. La dipendenza psicologica è ancora più pericolosa nei giovani, che approcciano il farmaco per insicurezza e paura di non essere all'altezza. Sentimenti che, più che con una pillola, si curano con il parere di un buon sessuologo.

Conseguenze estreme: l'amputazione del pene


Ci sono poi i casi limite, che si verificano in caso di assunzione di dosaggi eccessivi del farmaco, come quello del 66enne colombiano di Gigante, che ha subito l’amputazione del pene dopo che i medici hanno constato un’overdose dovuta all’assunzione della pillola blu.
L'uomo, un ex agricoltore e politico locale, ha avuto un’erezione durata diversi giorni, che lo ha convinto a rivolgersi al medico. Immediatamente ricoverato all'ospedale di Nevia, gli è stata riscontrata una evidente cancrena ai genitali, oltre all’infiammazione e alla frattura del pene.
Per fermare al più presto la pericolosissima necrosi ed evitare che si diffondesse al resto del corpo, ai medici non è rimasto altro da fare che amputare l’organo sessuale dell'uomo.
Il paziente ha poi confessato di aver assunto deliberatamente troppi farmaci per fare colpo sulla fidanzata. Un grosso azzardo che non gli è costato la vita ma ha compromesso per sempre la sua sfera sessuale.





lunedì 24 marzo 2014

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